mercoledì 20 febbraio 2013

Freddo e wasabi, gli ingredienti per vivere più a lungo


Il clima freddo potrebbe rivelarsi il tanto agognato elisir di lunga vita. I ricercatori del Life Sciences Institute dell’Università del Michigan hanno identificato una correlazione genetica tra la longevità dei nematodi e la vita negli ambienti freddi nei quali vivono.

La ricerca, pubblicata il 14 febbraio sulla rivista Cell, solleva l’intrigante possibilità che l’esposizione ad aria fredda –o la stimolazione farmaceutica del processo genico sensibile al freddo- potrebbero promuovere anche la longevità degli esseri umani. Gli scienziati hanno pensato a lungo che gli animali caratteristici degli habitat freddi fossero più longevi grazie a un meccanismo termodinamico passivo, in quanto le basse temperature riducono il tasso delle reazioni chimiche, rallentando di conseguenza anche il ritmo d’invecchiamento. Nello specifico caso dei nematodi, tuttavia, l’allungamento della vita è collegato non solo a un rallentamento metabolico ma anche a un processo attivo regolato geneticamente.

Shawn Xu, professore associato del Dipartimento di Fisiologia Molecolare e Integrativa dell’U-M Medical School e principale autore della ricerca, ha scoperto che l’aria fredda attiva un canale del calcio noto come TRPA1. Questo canale, situato nei nervi e nelle cellule del tessuto adiposo dei nematodi, trasporta il calcio alle cellule. La catena di segnalazione che ne risulta raggiunge DAF-16/FOXO, un gene associato con la longevità. A riprova della correlazione, i vermi mutanti che non presentano TRPA1, a basse temperature sono meno longevi degli altri.

I ricercatori hanno da tempo scoperto che, diminuendo di 19°C la temperatura corporea degli animali a sangue caldo come i topi, si può aumentare l’aspettativa di vita del 20%. Sugli esseri umani questo tipo di sperimentazione non è ancora stata fatta. La ricerca suggerisce tuttavia che simili  effetti potrebbero essere possibili anche su di noi, in quanto presentiamo un analogo meccanismo di trasporto del calcio, che fino ad ora non era mai stato correlato alla longevità. Una curiosità segnalata dallo stesso Xu farà inoltre felici gli amanti della cucina giapponese: anche il wasabi attiva i canali TRPA1, e somministrato ai nematodi ne aumenta l’aspettativa di vita.

In attesa di ulteriori scoperte non resta che provare, abbassando il riscaldamento e mangiando più sushi! 

Articolo: Eleonora Degano
Crediti immagine: Wikimedia Commons

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