mercoledì 6 marzo 2013

Città della Scienza, ricominciando da Napoli


Sono ormai passati giorni dal tragico incendio che ha distrutto la Città della Scienza di Napoli, uno dei poli museali più importanti d’Italia, e ogni ricordo diventa irrimediabilmente un momento di tristezza. Ma c’è anche speranza: quello che colpisce, è la voglia di ricostruire subito. A farsi strada tra l’incredulità e la disillusione, rimane la consapevolezza che Città della Scienza era la testimonianza di una Napoli diversa, che credeva in un futuro fatto di conoscenza e di crescita, e che con il suo museo interattivo si rivolgeva soprattutto ai giovani. In un contesto sociale ed economico difficilissimo, non posso neanche lontanamente capire cosa voglia dire subire da vicino una tale perdita, ma posso provarci pensando alla mia esperienza in uno Science Centre, dove tutt’ora lavoro. Un’occasione per trascorrere una giornata diversa, la possibilità di affascinare grandi e piccoli con mostre sempre nuove; spesso sono proprio quelle ore spese a divertirsi che portano i bambini a dire “Da grande voglio fare lo scienziato”.

Città della Scienza era nata nel pieno della primavera napoletana: il 18 ottobre del 1996 ha significato per molti la vittoria della conoscenza sull’ignoranza, e il più grande timore è che i cittadini napoletani, che dichiarano di sentirsi più “sudditi” che cittadini, si arrendano. Mi ha colpita un commento, letto mentre con grande amarezza seguivo gli aggiornamenti sulla vicenda: “Non sarebbe il caso di ricostruire la Città della Scienza in un paese più meritevole e più civile dell'Italia?”. Una domanda cruda, ma che probabilmente lascia a chi legge qualche secondo di dubbio, un fugace pensiero, specialmente ora che la possibilità che l’incendio sia stato doloso diventa sempre più concreta. Italiano chi andava a godere della bellezza del museo, ma italiano anche chi potrebbe aver causato l’incendio. Quanto a lungo bisogna lottare? Come dare ai napoletani la speranza, come convincerli che ricostruire Città della Scienza è probabilmente la scelta migliore per dimostrare che loro non si arrendono, e una Napoli nuova la vogliono davvero?
Per capirlo forse qualche numero: ma non i 12000 metri quadrati andati a fuoco, non i 160 lavoratori che quella stessa sera erano tornati a casa inconsapevoli dell’imminente disastro, bensì 6000. 6000 le adesioni al flash mob organizzato per Città della Scienza, con maglie bianche e lutto al braccio. L’appuntamento è per domenica 10 marzo alle 11, davanti ai cancelli del museo di Bagnoli. A lanciare sui social network l'idea sono stati semplici cittadini, che attraverso Facebook e Twitter stanno raccogliendo le adesioni. "E' giunto il momento di dire basta. Basta a chi vuole depredarci ancora. Basta a chi continua a rubarci il futuro. Basta a chi continua a giocare con le nostre vite. La parte sana dei napoletani deve dire basta”.

Sul profilo Facebook di Città della Scienza è stato pubblicato il numero di conto corrente per contribuire alla ricostruzione. Riporto testualmente: Per contribuire alla ricostruzione di Città della Scienza è disponibile il conto corrente, intestato a Fondazione Idis Città della Scienza – IBAN IT41X0101003497100000003256 – causale Ricostruire Città della Scienza.

Articolo: Eleonora Degano
Foto: web2.infn.it





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