mercoledì 24 aprile 2013

#nobeltalks

Gli appasionati di astronomia non potranno certo perdersi questa occasione.
Lunedì 29 e Martedì 30 Aprile sarà a Padova il premio Nobel per la Fisica 2011 Brian Schmidt.


Schmidt riceverà la cittadinanza onoraria ma sarà anche l'occasione per poterlo ascoltare lunedì in una lezione rivolta al publico e martedì in una Lectio Magistralis, alla quale si potrà accedere con un invito.
Non potete essere a Padova? Una connessione internet e un dispositivo mobile potrebbero risolvere i vostri problemi. Gli studenti del Master in Comunicazione delle Scienze di Padova seguiranno tutti gli eventi e ve li racconteranno tramite Twitter.
Segnatevi questo hashtag: #nobeltalks
Si partirà sabato 27 Aprile quando gli studenti incontreranno il Nobel per una chiaccherata, intima ma non troppo, dato che l'intera rete potrà sapere che cosa verrà detto tra le mura della Specola di Padova.
Si proseguirà quindi con la mattina di lunedì 29 Aprile e martedì 30 Aprile.
Da Padova il Nobel parla anche su Twitter.



martedì 9 aprile 2013

Mappando il cielo





Planck prende il nome dall’illustre scienziato del secolo scorso ed altrettanto illustre è il satellite dell’ESA (European Space Agency) che dal 2009 mappa la luce dei primi istanti del nostro universo. Grazie a Planck abbiamo la fotografia dell’universo più dettagliata mai creata che ha rivelato nuove informazioni sulla sua età, contenuto e origine. Per mappa s’intende la radiazione cosmica di fondo o CMB nello spettro delle microonde alla temperatura di 2.7 Kelvin sopra lo zero assoluto. La radiazione cosmica di fondo fu scoperta nel 1964  da Arno Penzias e Robert Wilson e teorizzata precedentemente da George Gamow nel 1948. Si tratta di una radiazione “fossile” creatasi nelle prime fasi di vita dell’universo ed, attualmente, è la maggiore prova sperimentale di esistenza del big bang.

All’inizio si ipotizzava che la radiazione cosmica di fondo fosse isotropa e cioè si propagasse in maniera uniforme in tutte le direzioni dello spazio. In realtà non è del tutto vero, esistono delle regioni che rivelano lievi anisotropie a cui corrispondono lievi fluttuazioni di temperatura sparse nell’universo. La mappa costruita dal satellite Planck rivela queste piccole differnze di temperatura in cui le zone più chiare rappresentano i “semi” delle galassie che osserviamo oggi. La luce proveniente da 13.8 miliardi di anni fa ha viaggiato sino a noi incontrando la materia che si è comportata come un ostacolo e che quindi si è modificata, combinando le “macchie” di luce. La mappa non rivela solo un universo giovanissimo ma anche la materia contenuta nel suo interno ovunque nell’universo.

Questa fotografia mostra che il nostro universo si sta espandendo molto più lentamente di quanto si pensasse in precedenza e che sia contenuta molta più materia (normale e materia oscura) che energia oscura rispetto a quanto pensato in precedenza. 
Ad oggi l’età stimata per l’universo è di 13.81 miliardi di anni, 80 milioni di anni più vecchi di quanto previsto in precedenza, mentre la costante di Hubble, che misura il tasso di espansione dell’universo si assesta sui 67,3 chilometri al secondo per megaparsec.


L’età, il contenuto e altri tratti fondamentali del nostro universo sono descritti in un semplice modello chiamato modello standard. Questo modello prevede che le regioni di fluttuazione di temperatura dovrebbero essere distribuite in maniera casuale nello spazio. Su piccole porzioni di mappa questo è vero, ma se la si guarda nella sua interezza scopriamo che questo non è più vero, esistono zone più “fredde” (cold spot) di altre!
La scoperta inoltre testa la teoria dell’inflazione, una drammatica esplosione dell’universo accaduta immediatamente dopo la sua nascita in un tempo incredibilmente piccolo, e meno di un batter di ciglia l’universo è cresciuto migliaia di miliardi di volte in grandezza.

Il nuovo contenuto di dark matter stimato è di 26.8% mentre la dark energy cade al 68.3%. La materia normale è al 4.9% dell’intero contributo.

Per i risultati completi ci toccherà aspettare il 2014 ma nel frattempo teste all’insù a goderci lo spettacolo sopra le nostre teste!



Crediti immagine: ESA (Agenzia Spaziale Europea)

sabato 6 aprile 2013

Giocare con la scienza si può

Questo weekend a Modena ci sarà Play - il festival del gioco. Giochi per tutti, dai più piccoli, ai grandi, le famiglie, il gruppo di amici, e di tutte le tipologie, carte, giochi di ruolo, lego e chi più ne ha più ne metta. Mi sono chiesta...chissà se c'è qualcosa per chi ama la scienza e vorrebbe semplicemente divertirsi con essa.
Domani non mancherò, come al solito, di passare qualche ora in compagnia di amici e spostarmi da un tavolo all'altro della fiera per provare più giochi possibili; chissà che non ci sia qualcosa che possa entusiasmare anche gli scientifici poco "giocosi".

C'è però chi ha pensato ad un vero e proprio museo del gioco scientifico. Non siamo nella nostra regione purtroppo, ma se state programmando un viaggio in Sicilia sarete fortunati. LUDUM, ha aperto a Misterbianco (Catania) i primi di marzo di quest'anno, come Museo permanente dell'exhibit e del gioco scientifico. Pensato soprattutto per i giovanissimi, all'interno del museo vi sono giochi e si fanno esperienze per capire meglio soprattutto alcuni aspetti della fisica.
Beh, a quanto pare la scienza può non essere noiosa, almeno per i più piccini!
Mi piacerebbe molto vedere un bel museo del gioco scientifico anche qua a Modena, a voi no? Magari dedicato anche a chi è già grandicello e un po' scettico sulla scienza. Certo, ormai science center e musei in generale accompagnano le esposizioni con postazioni interattive nelle quali le persone possono fare semplici esperienze e quindi capire meglio alcuni aspetti della scienza. Ma pensate a un intero museo, ludico e scientifico!
Bene, in attesa del museo delle meraviglie credo proprio che domani andrò alla ricerca di nuovi ed entusiasmantanti giochi scientifici.
Ricordate, giocare con loa scienza si può, ed è anche divertente!


Immagine da Material Research Society