giovedì 6 giugno 2013

La (neuro)scienza delle tentazioni

Piaceri proibiti, tentazioni irresistibili. Cosa c’è alla base dell’attrazione per quelle cose che dovremmo evitare, ma ci lusingano morbosamente? Lo ha spiegato un nuovo studio della University of British Columbia. La ricerca, che verrà pubblicata sulla rivista Cognitive, Affective and Behavioral Neuroscience, ha dimostrato che quando ci viene negato qualcosa, l’oggetto d’interesse acquista ai nostri occhi un fascino tutto nuovo. Quando gli oggetti proibiti sono di utilizzo quotidiano, spiega l’autrice Grazia Truong, il nostro cervello presta loro un’attenzione molto maggiore, rendendoli importanti alla stregua dei nostri beni personali.

Quando cala l’ossessione? Quando l’oggetto del desiderio non è proibito solo a noi: se è vietato a più persone, infatti, il suo fascino agli occhi di tutti subisce un drastico crollo. Questa scoperta aiuta a spiegare perché le diete di gruppo e i programmi come Weight Watchers risultino spesso una strategia più vincente rispetto  a quelle tentate da soli, e offre utili spunti per comprendere alcuni tipi di atteggiamenti compulsivi e di attaccamento ossessivo.

Durante lo studio, ai partecipanti sono state mostrate immagini di oggetti di utilizzo comune, chiaramente identificati come di loro proprietà, di qualcun altro, vietati a tutti o solo a qualcuno di loro. Tramite tecniche di imaging cerebrale e test di memoria, i ricercatori hanno riscontrato che gli oggetti proibiti ai singoli soggetti venivano riconosciuti e identificati alla stregua di oggetti personali. Gli oggetti proibiti all’intero gruppo, invece, suscitavano molto meno interesse e attaccamento. Fin dai tempi di Adamo ed Eva, per così dire, gli esseri umani sono stati attratti dalle tentazioni che avrebbero dovuto evitare, dice Todd Handy co-autore dello studio. Al giorno d’oggi non è la mela a tentarci, bensì cibi grassi, sostanze illecite, sigarette, ogni genere di dipendenza. Questo tipo di ricerche aiuta a spiegare in che modo il nostro cervello elabora gli oggetti proibiti, suggerendo che la forza di volontà per evitare di cadere in tentazione risieda nel numero. Resistere ai piaceri proibiti, dunque, si fa meglio in gruppo.

Una versione dello studio, An unforgettable apple; Memory and attention for forbidden objects è consultabile online su richiesta a questo indirizzo.


Eleonora Degano

Credits photo: Labbra e fiori, Lucio Zogno (Flickr Creative Commons CC) 



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