giovedì 11 luglio 2013

Il frastuono degli iceberg, in mare aperto


La preoccupazione per il disturbo generato dagli esseri umani negli ambienti marini attraverso i trasporti e nella ricerca ed estrazione di petrolio è crescente. Tuttavia, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Oceanografia ha stabilito che i fenomeni naturali possono potenzialmente creare disturbi molto più significativi rispetto all'attività umana.

Secondo gli scienziati, questi effetti si hanno soprattutto nelle regioni polari, dove la rottura delle lastre di ghiaccio e la caduta a terra degli iceberg sono in grado di creare un enorme frastuono. E ora il nuovo studio ha trovato che anche la semplice deriva di un iceberg nelle acque oceaniche più calde può produrre livelli di rumore sorprendenti.

Un team della Oregon State University ha utilizzato degli idrofoni per monitorare il suono prodotto da un iceberg attraverso il suo ciclo di vita, dalla sua origine nel Mare di Weddell alla sua scomparsa in mare aperto. L'obiettivo del progetto è misurare i livelli di suono naturale nel mare, in modo da paragonarli ai rumori di origine antropica. L'energia sonora rilasciata dall'iceberg era analoga al frastuono creato da più di un centinaio di superpetroliere.

Il fenomeno è simile a ciò che accade quando il burro viene fuso e, contemporaneamente, rotto in pezzetti. Nel caso degli iceberg la rapida disintegrazione è detta ice-quake ("ghiaccio-moto"), perché sia il processo che i suoni sono molto simili a quelli prodotti dai terremoti.

È difficile credere che un iceberg alla deriva crei una tale quantità di energia sonora senza urtare qualcosa e senza raschiare il fondo del mare. L'effetto però può essere riprodotto tra le mura di casa anche quando si versa una bevanda calda in un bicchiere pieno di ghiaccio. Il ghiaccio si frantuma e i suoni durante la rottura danno l'idea di quel che accade nell'oceano, con le dovute proporzioni. Talvolta i suoni prodotti dalla rottura del ghiaccio in Antartide sono così forti da essere registrati anche dagli idrofoni situati vicino all'equatore.

Gli scienziati hanno appena inizianto a studiare l'impatto dei suoni prodotti dall'uomo sulla vita marina, e sono incerti riguardo ai possibili esiti. Certamente, gli animali più a rischio sono quelli che utilizzano il suono per facilitarsi nell'alimentazione, nella riproduzione e nel nuoto. La rottura del ghiaccio e lo scioglimento di iceberg sono però eventi naturali, e quindi gli animali nel tempo devono essersi adattati a questi rumori.

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