venerdì 12 luglio 2013

Il mare è bello in tutte le sue forme

                             Credits Carlo Columba
Estate, tempo di sole, vacanze e di mare. Avete mai provato a guardare cosa si nasconde sui fondali dei nostri mari? Una maschera è quanto serve per osservare molluschi, pesci e un tappeto di alghe variopinte e di forme diverse. Ma non è così dappertutto: in prossimità del trecentesco castello Aragonese, una naturale attività vulcanica ha portato all'acidificazione delle acque. Questo tratto di mare è probabilmente poco interessante per i sub: l'aumento di pH delle acque tende ad appiattire la diversificazione delle specie marine con la tendenza a favorire un tappeto di alghe uniforme.
Questo è quanto ha osservato un gruppo di ricerca dell'Università delle Hawaii.  Lo studio, pubblicato  su Proceedings of the National Academy of Sciences nel luglio 2013, permette di prevedere l'effetto di un fenomeno globale che porterà all'acidificazione degli oceani. La causa di tale squilibrio risiede nell'eccessiva produzione di CO2 da parte dell'uomo.
I ricercatori, hanno sfruttato le diverse gradazioni di acidità per creare un grafico che mette in relazione pH e quantità di specie marine capaci di adattarsi. A pH più basso, quello che in realtà non si allontana di molto dagli scenari futuri, rimane un unico tipo si alga. Ma ciò non è solo legato alla sua maggior resistenza o alla più rapida capacità riproduttiva: è la modificazione di un intero ecosistema che favorisce questi scompensi. Infatti, nelle zone a più basso pH scompaiono quegli animali che di norma brucano le alghe, come i ricci di mare. Resta da verificare se ciò accada a causa della scarsa tolleranza all'ambiente acido o alla mancanza del cibo di cui si nutrono in condizioni normali.
In ogni caso sarà la semplificazione a dominare gli oceani del futuro, se non interverremo al più presto per contrastare tale fenomeno. La natura con i suoi fenomeni spontanei, ci ha anticipato l'esito dell'evento: non possiamo ignorarlo.

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