lunedì 15 luglio 2013

Nuove frontiere per sconfiggere la zanzara

Credits: From Flickr - by br1dotcom
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Chi vive in un territorio in cui le zanzare sono diffuse sa quanto siano fastidiose.
Un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan ha dedicato tre anni di ricerca, e ha coinvolto genetisti e neurofisiologi, per trovare un nuovo bersaglio su cui gli insetticidi possano andare ad agire. La scoperta, che è stata pubblicata questo mese su Proceedings of the National Academy of Sciences, è avvenuta in maniera casuale, ma è di fondamentale importanza per far fronte ai problemi di resistenza agli insetticidi che mostrano alcune specie.

Il problema della resistenza è particolarmente sentito nei paesi tropicali, dove l'inefficacia dei tradizionali metodi di eliminazione degli insetti porta alla diffusione di malattie.
La cosa però riguarda da vicino anche noi: l'importazione della zanzara tigre in Italia ha portato alla diffusione della Chikungunya e il rischio di trasmissione del virus Dengue, responsabile di febbre e dolori muscolari nei casi più lievi, febbri emorragiche e morte nei casi più gravi. La saliva dell'insetto, iniettata nel nostro corpo al momento della puntura, è il mezzo attraverso cui il virus penetra nel nostro corpo. Non esistono vaccini contro il virus. Sebbene in Italia non si siano registrati ancora casi di Dengue, l'unico modo per non contrarlo è proteggersi dalle punture di zanzara.

Esistono vari insetticidi che si possono utilizzare per proteggersi dalle zanzare. I più diffusi sono a base di piretroidi. Questi ultimi agiscono a livello del sistema nervoso degli insetti: si legano a una specie di porta, chiamata recettore, mantenendola sempre aperta. Ciò provoca l'ingresso incontrollato di sodio all'interno delle cellule nervose dell'insetto, decretandone la morte.

Lo studio del gruppo di ricerca americano era incentrato sulla ricerca di quelle mutazioni del recettore che lo rendono incapace di legarsi agli insetticidi. Le mutazioni individuate erano in totale cinque, ma - a gran sorpresa dei ricercatori - solo due si trovavano dove erano attese.
Le altre tre sono state individuate su un secondo recettore, che potrebbe diventare il bersaglio di nuove molecole capaci di eliminare le zanzare.


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