venerdì 5 luglio 2013

Nuovi pomodori, per tutte le salse

Credits: Antonio Montuno - Flickr

OGM sì o OGM no? La discussione tra coloro che sono favorevoli all'introduzione di nuove specie e coloro che sono contrari continua. Per mettere d'accordo tutti, un gruppo di ricercatori americani, in collaborazione con vari istituti di ricerca tedeschi, ha aperto la strada alla produzione di nuove specie di pomodoro in maniera del tutto naturale.

È stato sufficiente il confronto tra le specie di pomodoro selvatiche e la specie Solanum lycopersicum, quella che finisce sulle nostre tavole, per intenderci. La ricerca ha messo in evidenza quali differenze vi sono nell'espressione dei geni associati ai diversi tipi di pianta.
Lo stdio, pubblicato quest'anno su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha usato una nuova tecnica per mettere a confronto quali geni sono attivi all'interno delle varie piante di pomodoro. È stata letta, infatti, la sequenza dell'RNA messaggero, cioè quello che traduce in azione le istruzioni contenute nei geni.
L'analisi ha rivelato che i geni che portano al colore rosso, tipico del pomodoro maturo, lavorano molto nella specie domestica, ma sono assenti in quelle selvatiche. Al contrario, alcuni geni utili a resistere a condizioni ambientali estreme, come ad esempio la siccità, sono molto più attivi nelle piante selvatiche, mentre sono andati persi nelle specie coltivate.

Lo studio di un numero così elevato di geni ha permesso di spiegare l'origine della diversità tra le specie selvatiche e coltivate, svelando quali interazioni sono necessarie per sviluppare caratteristiche particolari. I ricercatori hanno sottolineato le implicazioni che la selezione naturale o artificiale hanno nello sviluppo di una pianta.

Al contempo, la ricerca ha anche delle importanti conseguenze per l'agricoltura. Ciascuna delle specie studiate ha alcuni particolari distintivi, che potrebbero essere usati per migliorare le coltivazioni di pomodori, in maniera naturale, senza l'introduzione di geni estranei.
L'applicazione di tali tecniche ad altre coltivazioni, potrebbe rendere l'agricoltura più redditizia anche in condizioni climatiche sfavorevoli.

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