domenica 29 settembre 2013

Vi sono piaciuti gli esperimenti della notte dei ricercatori? Allora continuate con il fact-checking



Quest'anno ho avuto l'occasione di seguire la notte dei ricercatori in una città diversa dalla mia: sono a Trento e il MUSE, il nuovo museo dedicato alla scienza, fa da cornice alla manifestazione.
Le iniziative proposte sono molteplici: ci sono stands dove le persone possono interagire direttamente con i ricercatori, e ci sono punti in cui provare a fare piccoli esperimenti. Ho avuto occasione di seguire presentazioni su temi molto vari: archeologia, sociologia, comunicazione, ingegneria, biologia.
La cosa però che mi ha colpito di più, perché può coinvolgere tutti noi a lungo termine, è stata la conferenza sul fact-checking scientifico.
Cos'é il fact-checking? Come dice la parola, è un controllo dei fatti.
È noto che gli scienziati parlano delle loro ricerche in pubblicazioni piuttosto complicate. Il giornalista è colui che semplifica e interpreta per il grande pubblico le parole del ricercatore. Se la notizia è interessante, i lettori spargono la voce con il moderno passa-parola: i social network.
Durante questo processo è facile che si verifichino errori a vari livelli. Il ricercatore può vendere al grande pubblico una falsa scoperta, magari bizzarra, che ha alto impatto sull'immaginario delle persone comuni. L'esempio più prossimo è il caso Stamina, ma prima era successo anche con Di Bella. Le bufale sono sempre più frequenti e ci sono siti come quello del CICAP, dove c'è chi cerca di scovarle e di verificare che il fatto scientifico sia vero.
Poi possono sbagliare i giornalisti, ad esempio comprendendo e interpretando male le parole dei ricercatori. A volte, a caccia dello scoop, possono dare rilievo a notizie senza verificarle. Talvolta sia lo scienziato che il giornalista fanno un cattivo servizio al cittadino: è il caso del terremoto de L'Aquila.
E i cittadini che ruolo hanno in tutto questo? Loro possono verificare le notizie o chiedere che qualcuno controlli l'informazione. Il sistema è virtuoso: la presenza di più voci assicura il controllare dell'informazione con differenti punti di vista e permette di segnalare fonti diverse per correggerla. È importante che le persone passino da un assorbimento passivo della notizia a un ruolo attivo, per far sì che l'informazione circoli nella maniera più corretta.
Certo, gli italiani non sono così educati a verificare le fonti e non sempre hanno uno spirito critico. Un sito che spiega come fare e che offre questo importante servizio ai cittadini c'è già: è quello di Fondazione Ahref. “Il sito funziona” dice uno dei relatori “ma molti lo guardano e pochi hanno il coraggio di proporre una verifica o aggiungere il proprio commento personale.”
Non interpretate questo invito solo come un obbligo, un dovere morale. La partecipazione può essere anche divertente: il sito è studiato in modo da far giocare l'utente della piattaforma, mentre svolge un servizio per la comunità. Allora che ne pensate? Vale la pena provare?
Ringrazio per l'interessante contributo e gli spunti di riflessione Guido Romeo, Giancarlo Sciascia e Massimo Carnevali.
Credits: From Wikimedia Commons - by RRZEicons

giovedì 26 settembre 2013

X non è femmina, è maschio


  
Se il cromosoma Y fa pensare subito al maschio, quello X è tipicamente femminile. Una recente scoperta pubblicata su Nature Genetics ha smentito questo pensiero comune, dimostrando come il cromosoma X sia coinvolto nelle funzioni riproduttive maschili.
La ricerca condotta presso i laboratori del Whitehead Institute è frutto del lavoro di David Page, un genetista famoso per aver codificato tutti i geni del cromosoma Y. Proprio l'esperienza sul cromosoma maschile ha permesso a Page di di scoprire tutti i segreti del cromosoma X.
Il cromosoma X finora era stato studiato mettendo insieme le informazioni provenienti da 16 individui, e l'accostamento di pezzi di sequenza in maniera abbastanza grossolana aveva fatto perdere i particolari minimi che fanno la differenza nella funzione di tale cromosoma.
Il desiderio di paragonare il cromosoma umano a quello di topo, ha spinto il gruppo di Page a fare una lettura molto dettagliata di tutte la sequenza di lettere che va a costituire il messaggio portato dai geni appartenenti al cromosoma X. Questo ha portato alla prima scoperta: il topo e l'uomo hanno in comune circa il 95% del messaggio portato dal cromosoma X e questo è comune sia per il sesso maschile che per quello femminile.
Sono solo 340 i geni non condivisi tra le due specie e per individuarli è stata necessaria l'applicazione di una tecnica, chiamata SHIMS (single-haplotype iterative mapping and sequencing). SHIMS ha permesso di leggere particolari porzioni del cromosoma X dette ampliconi, dove il messaggio portato dal DNA ha infinite ripetizioni, per cui non è facile distinguere le sottili differenze.
Saranno necessari ulteriori studi per definire l'esatta funzione di questi geni finora nascosti. La presente ricerca ha però già individuato che tali geni sono implicati nella maturazione degli spermatozoi. Il loro studio potrebbe quindi aprire nuove prospettive per la cura di patologie legate alla riproduzione.

Credits: Steffen Dietzel - From Wikipedia

mercoledì 4 settembre 2013

Filosofiamo anche noi!

È uno degli eventi modenesi che richiama appassionati da tutta Italia, l'appuntamento fisso e tanto atteso di settembre, il Festivalfilosofia. Quest'anno, poi, il tema è dedicato all'amare, come non partecipare?
Tre giorni, dal 13 al 15 settembre,  in cui Modena, Sassuolo e Carpi si popolano di gente e di eventi: le piazze, i locali, i musei, avranno come sfondo il rosso del logo del festival, che si addice perfettamente al programma di quest'anno.
Ce ne sarà davvero per tutti i gusti...e infatti si potranno degustare anche 8 menù filosofici, oltre alla "razion sufficiente"! A parte queste iniziative lussuriose, il festival propone incontri, dibattiti, lezioni magistrali, mostre e tanto altro ancora, per unire filosofia, arte e scienza. Non vi resta che andare a spulciare il programma per intero e segnarvi in agenda gli appuntamenti più interessanti.

Volete un suggerimento? Beh, non potete mancare all'appuntamento che si terrà da venerdì 13 a domenica 15 settembre...anche inco.scienza si unisce al Festivalfilosofia e, in collaborazione con UniMoRe e la Biblioteca civica Antonio Delfini, promuove un laboratorio di esperimenti per tutti, Attrazioni fatali - legami invisibili che danno forma all'universo.
L'amore e le sue regole sono presenti anche nella scienza? Quelle che in fisica vengono chiamate "forze" possono essere viste anche sotto una luce decisamente più "romantica". Non è forse vero che alcuni atomi si attraggono, fino a che, amandosi, stabiliscono dei rapporti così forti da dar vita a molecole e composti? Certo, alcuni si odiano fino a respingersi, ma fa parte del gioco, no?

Ebbene, se siete curiosi di sperimentare i fenomeni amorosi della fisica e della chimica, venite a trovarci al Palazzo Santa Margherita - Biblioteca Delfini. Vi aspettano poster illustrativi, diapositive e brevi filmati, oltre a tre tavoli di lavoro per sperimentare attrazioni e legami davvero fatali!






Dove: Piazzetta Biblioteca Delfini
Quando: 13-15 settembre, dalle 15.00 alle 20:00.